Ormai da anni a Milano sempre più persone decidono di rivolgersi per visite e controlli medici a studi privati e/o convenzionati. Questa tendenza ha portato uno sviluppo impetuoso di aperture di questa tipologia di servizio. Il mercato immobiliare commerciale ha da tempo recepito questa nuova esigenza e sempre più spesso si ricorre alla trasformazione di uffici e anche di negozi di strada per ospitare nuove attività sanitarie.
Per poter realizzare questa trasformazione è necessario mixare sapientemente le esigenze di natura commerciale (visibilità, comodità, accessibilità) con i requisiti di legge richiesti, in questo caso, da ATS Milano.
Per ciò che riguarda il quadro normativo e l'iter da seguire per poter aprire una struttura sanitaria privata, sia essa un ambulatorio, un poliambulatorio o uno studio medico, è necessario presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) all'ATS (Agenzia di Tutela della Salute) di riferimento territoriale.
Lo stesso iter vale per la trasformazione dell'immobile, cioè il cambio di destinazione d'uso da ufficio o negozio a struttura sanitaria, passaggio preliminare indispensabile.
Solo una volta dimostrati i requisiti professionali, ottenute le dovute autorizzazioni, definite procedure e regolamenti interni e seguito scrupolosamente l'iter normativo nelle varie materie, sarà possibile aprire una struttura sanitaria privata. Da un punto di vista normativo/burocratico il successivo step, per chi lo vuole fare, è quello di seguire l'iter regionale per l'accreditamento a struttura convenzionata.
Come facilmente intuibile, i requisiti strutturali, murari, igienici e financo impiantistici sono decisamente più stringenti rispetto a quelli analizzati nella nostra guida generale alla conformità degli immobili commerciali. Ecco i punti cardine da rispettare:
Partendo dalla parte muraria, è necessario garantire aree separate tra le varie funzioni. Vige il divieto assoluto di sovrapporre le diverse aree (sala d'attesa, reception, ambulatori, deposito, zona sporco/pulito).
Inoltre, è obbligatorio prevedere pavimenti e pareti lavabili e disinfettabili almeno fino ai 180 cm di altezza (o superiore in ambienti specifici come le sale chirurgiche), per garantire la massima igiene.
Si passa poi alla parte igienica: i servizi igienici devono avere caratteristiche di accessibilità (antibagno/bagno, spazi consoni all'ingresso con carrozzelle). Un dettaglio tecnico fondamentale riguarda i lavabi all'interno degli ambulatori: devono essere dotati di rubinetteria a comando non manuale (a gomito, a pedale o a fotocellula) per evitare contaminazioni.
La parte impiantistica necessita di un impianto elettrico certificato e, in caso di utilizzo di apparecchi elettromedicali, adeguato a questa funzione (nodo equipotenziale). Fondamentale è anche il microclima: potrebbe essere necessario un impianto di ventilazione meccanica controllata (VMC), laddove l'aerazione naturale non fosse ritenuta sufficiente per il benessere e la tutela del personale e dei pazienti.
Sul concetto di accessibilità si ritorna anche per il discorso delle rampe, dell'eventuale ascensore e sulle dimensioni della sala d'attesa. L'attivazione della Legge 13/89 (superamento delle barriere architettoniche) è un fattore predominante: uno studio medico non accessibile non può operare.
La sala d'attesa, inoltre, deve rispettare precisi canoni di superficie in relazione al numero di astanti previsti e agli studi presenti.
Prima di affittare o acquistare un immobile per uso medico, consigliamo di verificare questi punti:
La risposta sintetica, nell'analisi di tutta una serie di parametri, potrebbe essere: zone centrali e semicentrali.
Per entrare più nello specifico, è necessario considerare non solo la visibilità ma anche i collegamenti con i mezzi pubblici, soprattutto le linee della metropolitana e i mezzi di superficie che garantiscono accesso facilitato all'utenza anziana o con difficoltà motorie.
Va poi effettuato uno studio legato all'utenza: contesto socioeconomico e tipologia dei residenti o domiciliati nelle zone di riferimento (es. quartieri con alta densità di famiglie o popolazione over 65).
Per questo complesso iter, che richiede polivalenti autorizzazioni, è consigliabile farsi accompagnare da tecnici preparati sul discorso progettuale (Relazione tecnica SCIA e dove necessario cambio di destinazione d'uso) per evitare costosi errori di valutazione.
Benvenuto! Clicca su uno dei nostri assistenti per inviare un messaggio, vi risponderanno il prima possibile.